La Plage

La brezza di Ponente, l’odore della salsedine, le urla festose dei bambini e il sole caldo di un giorno d’estate fanno da cornice a un viaggio nell’intimo dell’autore in un sogno ad occhi aperti.

Un viaggio che a ritroso lo porta alla sua fanciullezza, che può essere la fanciullezza di tutti.

Un viaggio dove la realtà si fonda con la fantasia e nasce il ricordo che si trasforma in forme sfuggenti, e poco nitide, come le ombre platoniche proiettate sul muro della caverna. Ed ecco comparire chi corre, una nonna che con il nipotino giocano sulla sabbia, un lido con le sue sdraio che diventa quasi irreale sotto la luce accecante del sole di mezzogiorno.

Un pedalò spiaggiato sembra, anche lui, sognare di bambini felici che si tuffano dalla prua e di donne in topless prendersi il sole al largo.

L’eterno sciabordio delle onde come una ninna nanna copre il parlottio dei vicini, un cane in lontananza abbaia e un venditore di preziosi monili in vetro prova a vendere la sua merce.

Così La Plage muta da visione soggettiva di un esperienza ad una esperienza oggettiva dove tutti possono identificarsi in un solo fotogramma o in tutti, dove il ricordo di giornate estive appartenute al passato diventano reali perché affiorano per ritrovarsi in queste immagini qui e ora.

La Plage è una spiaggia siciliana vissuta, dall'autore, con gli occhi meravigliati di un bambino che per la prima volta vede la sabbia e il mare, una dichiarata nostalgia del passato, di un amore iniziato da giovane e mai finito.


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